Didattica: e tu collabori?

Qual è il nostro target

Fabschool è un progetto che si rivolge a tutti, è un luogo costruito per favorire il confronto di idee e l’apprendimento con l’obiettivo di insegnare nuove competenze, senza distinzioni di età.

C’è tuttavia un MA.
Più di tutti ci rivolgiamo infatti agli studenti, perché in loro scopriamo ogni giorno nuove abilità insieme all’entusiasmo che trasmettono. 

Un altro passo ancora

Ci siamo quindi chiesti come si possa aiutare i ragazzi nel loro percorso di crescita.

Abbiamo capito questo: dobbiamo proporre esperienze costruttive e sfruttare il nostro punto di forza, l’apprendimento non formale. Dall’idea nasce una sincera collaborazione con lo spazio che più influenza la formazione degli studenti. Prova ad indovinare…

LA SCUOLA

Si, è lei la protagonista e in particolare in uno dei nostri poli, nella città di Belluno. 

Perché Belluno

Si è appena concluso il progetto di realtà che ha visto coinvolti gli studenti nella creazione dei “Bug Hotel” nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi coordinato dalle docenti Marchetti Giorgia, Longo Michela dell’I.C. Sedico-Sospirolo e dal formatore Fabio Da Rolt.

Ma, non meno importante del risultato raggiunto, è stato il processo di crescita che i ragazzi hanno attraversato, e in questo la scuola ha giocato un ruolo fondamentale. 

FOCUS: UNA CASA PER GLI INSETTI

Si tratta di 4 installazioni in legno costruite per offrire rifugio a diverse specie di insetti (tra cui api selvatiche, coccinelle e farfalle). Ad emergere è la funzione didattico-educativa del progetto che quindi non serve solo per attirare l’attenzione dei visitatori, ma invita a riflettere anche sull’importanza di questi animali per la sopravvivenza dell’uomo.

Bug Hotel - Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

La parola-guida di queste settimane: collaborazione

Una collaborazione che non contrappone la scuola a Fabschool anzi, vuole integrare l’una all’altra per creare un modello solido, creativo e divertente di apprendimento. 

Così è stata l’attività di Belluno con il suo approccio non convenzionale che ha riscontrato grande successo a scuola.

Capiamo cosa ha reso efficace il progetto

Come spiega la Vicepreside dell’I.C Sedico-Sospirolo, si parla di un incontro fra due mondi, quello dei Marker e quello dei Docenti, entusiasti di mettersi in gioco per un fine comune: il FUTURO DEI RAGAZZI.
È quindi dal confronto e dall’approfondimento di nuove conoscenze che è stato possibile costruire un’esperienza significativa sulla base tecnologica e digitale. 

A incuriosire i ragazzi (insieme ai docenti) è proprio questa realtà che spesso può sembrare lontana dal metodo di apprendimento scolastico tradizionale. Il progetto di Belluno ha invece dimostrato come si possano arricchire le esperienze didattiche attraverso metodologie laboratoriali e innovative.

Nella pratica quotidiana: la nuova forma della classe

Durante il progetto anche l’aula ha preso un nuovo aspetto, è stato creato infatti uno spazio che favorisce la collaborazione tra studenti. I banchi sono stati disposti in modo da permettere di confrontarsi in piccoli gruppi, ed è stata poi utilizzata una lavagna digitale che interfacciasse con tutti.

Sperimentazione digitale

Gli studenti in queste settimane hanno potuto innovare anche grazie alla tecnologia, elemento centrale per una nuova modalità di apprendimento. Attraverso l’innovazione della didattica, si cerca allora di potenziare le competenze STEAM aiutando a sviluppare abilità tecniche, creative, digitali, di problem solving e collaborazione.

Cosa emerge dall’esperienza

Entrambe le realtà, scuola e mondo digitale, hanno riconosciuto in questa collaborazione una grande opportunità per generare curiosità tra i ragazzi e trasformare l’insegnamento in occasioni di crescita, non solo a livello didattico. 

Il progetto quindi è un’ottimo esempio di collaborazione, perché coinvolge il digitale e diventa strumento per la ricerca scientifica.

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